PSICHIATRIA STRUMENTO DI MORTE
La psichiatria quale branca della medicina si arroga del riconoscimento scientifico per imporre il suo metodo di controllo e di annientamento, finalizzato a soffocare qualsiasi forma di dissenso e di rivolta che soggettivamente ogni individuo con un profondo senso umano, esterna, rivendicando il diritto della propria dignità e il bisogno di libertà da questo sistema di potere che nella sua brutalità, sadica e perversa arriva anche ad assassinare chi osa mettere in discussione l’arroganza ed i privilegi acquisiti dalle caste politiche – religiose – scientifiche – economiche.
Emblematico è il susseguirsi, quasi quotidiano, di pestaggi, torture e T. S. O. (trattamento sanitario obbligatorio) che tante, tantissime volte diventano aberranti omicidi contro le persone più deboli. Quelle persone che non riescono ad autodifendersi ed isolati da una atavica cultura basata sui pregiudizi e dalla carenza di solidarietà umana restano schiacciati dal meccanismo strutturale di questa società prigione. Le morti non si contano perché ti fanno perdere la conta, una o un milione la vita ha lo stesso valore, c’è solo la differenza quantitativa, la vita, il diritto di vivere non deve e non può essere calcolato con la statistica delle morti da loro barbaramente programmate. Rispetto a queste condizioni oggettive ogni individualità che abbia un briciolo di senso umano, solidaristico e fraterno, non può restare indifferente ne tanto meno assumere un atteggiamento presuntuoso restando emotivamente distaccata da tutto ciò che la circonda. L’ESIGENZA ci spinge ad elaborare una forma ORGANIZZATIVA DI DIFESA – AUTODIFESA affinchè si possa nell’immediato fermare la mano assassina dei servi, tacitamente consenzienti e perciò complici coscienti bramosi ad assumere con sadico piacere il ruolo di boia al servizio del potere costituito. Ogni forma di rifiuto avverso le strutture totali e legittimo. Il T. S. O. è una pratica di violenza inaudita, la contenzione strazia il corpo e sconvolge psicologicamente chi la subisce. La barbarie della pseudo – scienza psichiatrica è un orrore senza fine, un infierire disumano contro corpi inermi e ottenebrati, ridotti allo stato di ZOMBIE dall’obbligo ad assumere potenti e deleterie dosi di psicofarmaci.
La morte di FRANCESCO MASTROGIOVANNI è stata una morte annunciata dalle sue stesse parole, rivolte al gestore del campeggio: “SE MI PORTANO ALL’OSPEDALE DI VALLO NON NE ESCO VIVO”. Lui conosceva bene i metodi applicati dagli addetti ai lavori nel reparto psichiatrico.
TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI FAMILIARI.
TUTTO IL NOSTRO IMPEGNO AFFINCHE’ LA VITA CHE GLI E’ STATA TOLTA DIVENTI UN’ARMA PER DEBELLARE QUESTO MOSTRO DAI MILLE TENTACOLI DEFINITO, SCIENZA MEDICA. CHIUNQUE ACCETTA TACITAMENTE QUESTA PRATICA ORRENDA, GIUSTIFICANDOLA COL PROPRIO SILENZIO DIVENTA COMPLICE DEI CARNEFICI.
E’ ORA DI TROVARE LA FORZA PER VINCERE LE PAURE E GRIDARE FORTE IL NOSTRO RIFIUTO ALLA PSEUDO – SCIENZA PSICHIATRICA.
UNIONE SINDACALE ITALIANA (U. S. I. – A. I. T.)
Sezione intercategoriale di SARNO
IL RESPONSABILE LOCALE
SABATINO CATAPANO
(marcos)
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