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dal corriere mercantile del 31/1/2010

Moriredi smog. Allarme a Genova

Un dossier dei Verdi: 260 decessi all’anno fra gli over 30 
riconducibili all’inquinamento

Una media di 260 morti all’anno fra la popolazione di età superiore ai 
30 anni, per tutte le cause riconducibili all’inquinamento atmosferico 
da polveri sottili, pari ad una percentuale del 3,9% del totale dei 
decessi che si verificano ogni anno in città. E’ il dato allarmante 
che riguarda Genova, contenuto nel dossier  “Le polveri assassine”, 
presentato ieri a Roma dal presidente nazionale dei Verdi Angelo 
Bonelli, da quattro giorni in sciopero della fame per denunciare la 
scomparsa dei tempi ambientali dalla televisione italiana.
Con il dossier sulle polveri i Verdi hanno voluto denunciare i costi 
economici e sociali dello smog, diventato una vera e propria emergenza 
sanitaria e mortale nel nostro Paese ma contro la quale, secondo il 
Sole che Ride, Governo e amministrazioni comunali continuano a fare 
poco o nulla.
Il dossier fa riferimento a uno studio sull’inquinamento atmosferico 
del Centro europeo ambiente e salute di Roma dell’Organizzazione 
mondiale della Sanità e a una ricerca dell’Associazione italiana di 
epidemiologia, relativi alle 8 maggiori città italiane, Genova 
inclusa, che mostrano come un sostanziale numero di decessi, ricoveri 
ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono 
attribuibili all’inquinamento, in particolare da Pm10 (polveri con 
diametro inferiore ai 10 micron). «A Milano, Roma, Napoli, Torino, 
Genova, Bologna, Firenze e Palermo – si sottolinea nel rapporto - 
l’ordine di grandezza è delle migliaia o decine di migliaia di casi 
per anno. Complessivamente, secondo diversi studi scientifici, il 
numero di decessi provocati in tutta Italia dagli inquinanti è di 
circa 7400 all’anno, il che significa che circa 20 persone al giorno 
muoiono a causa dell’inquinamento e che oltre il 4,7% di tutti i 
decessi che si verificano in Italia è attribuibile al Pm10 in eccesso».
A questo si aggiungono i costi dovuti all’inquinamento che in Italia 
sono di circa 4,5 miliardi di euro all’anno. Prendendo in 
considerazione sempre le 8 maggiori città, infatti, il controvalore 
delle giornate lavorative perse (pari a 2.800.000) è di 2 miliardi di 
euro all’anno per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico e, 
soprattutto, alla concentrazione di Pm10, mentre i costi sanitari e di 
ospedalizzazione pesano sul Sistema sanitario nazionale per 2,5-3 
miliardi di euro, fra assistenza medica e spesa farmaceutica.
Dal dossier emerge anche, infatti, che circa il 3% dei ricoveri per 
problemi respiratori effettuati ogni anno in Italia sono attribuibili 
al Pm10 (circa 5887 casi), così come lo sono il 28,6% dei casi di 
bronchite acuta per ragazzi al di sotto dei 15 anni, il 14,1% dei casi 
di bronchite cronica per persone al di sopra dei 25 anni, l’8,7% degli 
attacchi d’asma per ragazzi e bambini al di sotto dei 15 anni (quasi 
40 mila casi), l’1,7 per cento dei ricoveri per problemi 
cardiovascolari. E, prendendo sempre il Pm10 come parametro ambientale 
di riferimento per verificare l’impatto sulla salute, si è osservato 
che dal 1999 al 2002, nelle otto grandi città italiane, si è 
registrato, per ogni aumento di 10mg/mc di questo inquinante, un 
incremento nel giorno stesso o il giorno dopo dell’1,3% della 
mortalità totale, dell’1,4% della mortalità cardiovascolare, del 2,1% 
nella mortalità respiratoria.
E sotto accusa, come fonti dell’inquinamento da  polveri, c’è 
innanzitutto il traffico e in particolare il trasporto su gomma, 
seguito dagli impianti di riscaldamento civili e dagli insediamenti 
industriali. Tutte fonti presenti a Genova già finita, recentemente, 
nel mirino di Legambiente, collocandosi nel 2009 al 50° posto, fra le 
88 città italiane, per l’inquinamento da Pm10, per il quale l’anno 
scorso si sono registrati 45 sforamenti al limnite di legge di 50 
microgrammi per metro cubo di media giornaliera che, invece, non 
dev’essere superato per più di 35 giorni all’anno. E, oltre al 
traffico e agli impianti di riscaldamento, Legambiente aveva messo 
sotto accusa anche la centrale a carbone dell’Enel e le navi che 
attraccano in porto con il motore acceso.

Annamaria Coluccia

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