Fronte del CIE. Condanne a Milano, scritte a Torino
Dopo le condanne inflitte dal Tribunale di Milano ai ribelli del CIE di
via Corelli, a Torino sono comparse scritte alla RAI, alla Croce Rossa, al
CPT per bambini, sulla sede dei vigili urbani di piazza della Repubblica.
Foto a questindirizzo:
http://piemonte.indymedia.org/article/5996
La rivolta, il processo, la condanna
Il 13 ottobre al tribunale di Milano si è concluso il processo contro 14
immigrati arrestati e rinviati a giudizio dopo la rivolta nel CIE di
Milano del 13 agosto.
13 condanne, un’assoluzione. Tutti i condannati restano dietro le sbarre
perché è stata negata a tutti la sospensione condizionale della pena.
Le pene inflitte oscillano tra i sei e i nove mesi di reclusione.
Una sentenza “mite” rispetto alle richieste dellaccusa di due anni e
mezzo di reclusione per i nove uomini e cinque donne alla sbarra per
violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e
incendio doloso.
Le accuse sono state derubricate e la condanna esemplare sulla quale
puntava la polizia non cè stata.
È una sentenza comunque intollerabile come intollerabile è lesistenza
stessa dei CIE
Dall8 agosto, quando sono cominciati a fioccare i provvedimenti di
estensione a sei mesi della detenzione, nei CIE di Milano, Roma, Bari,
Gradisca, Bologna, Torino, Modena ci sono stati scioperi della fame,
materassi bruciati, suppellettili distrutte, attacchi alla polizia,
proteste sul tetto. Un po ovunque ci sono stati tentativi di fuga.
A Milano la protesta è dilagata il 13. I 14 ribelli sono stati arrestati
dopo una nottata di scontri.
Sin dalla prima udienza del processo contro di loro erano presenti
numerosi antirazzisti, che erano presenti in strada anche ieri, con un
presidio che è andato avanti dalle 9 sino alle 16.
I reclusi hanno trasformato il processo in un “je accuse” collettivo
contro i loro aguzzini.
In solidarietà con loro ci sono stati scioperi della fame ai CIE Gradisca
e Milano.
Una ragazza africana, Joy, che aveva denunciato sin dalla prima udienza le
gravi molestie e violenze sessuali subite dall ispettore Addesso, è stata
denunciata e verrà rinviata a giudizio per calunnie.
Come sempre chi osa dire che un poliziotto picchia, insulta, stupra la
paga cara.
Chi osa ribellarsi contro le prigioni per senza carte viene pestato,
umiliato, espulso in fretta e furia, spedito in galera.
Ma la voglia di libertà e la dignità di chi resiste sono più forti di
qualunque muro.
fai_to@inrete.it
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