Archivio di aprile 2010
Pulizie di primavera senza veleni: occhio alla chimica
Giorgia Nardelli
Ma siamo sicuri che sia davvero così? Il numero del Salvagente in edicola da oggi (ma è in vendita a un euro anche nel nostro negozio on line) non dà per scontato, infatti, che utilizzare ogni anno litri di sostanze chimiche sia la cosa migliore per il nostro ambiente domestico e per la salute.
E come se non bastasse, chi di noi, prima di utilizzare un qualunque prodotto per la pulizia della casa, si prende la briga di leggere attentamente le istruzioni e le avvertenze scritte sulla confezione?
Caccia ai veleni
La risposta a tutte queste tre domande è no, o almeno non sempre. Così almeno la pensa lEnvironmental working organization, big tra le associazioni ambientaliste statunitense, che in questi giorni ha pubblicato uno speciale per dare qualche utile indicazione ai consumatori americani. La ragione è che alcuni degli ingredienti che compongono le formulazioni dei detergenti domestici sono più tossici di altri, e, anche se presenti in piccole dosi, vanno utilizzati con accortezza o addirittura evitati. Un avvertimento che vale per gli Stati Uniti ma anche per lEuropa, visto che molte di queste sostanze sono commercializzate in entrambi i continenti. Ragione per cui il Salvagente ha riportato nel numero in edicola da domani (e in vendita già da oggi su www.ilsalvagente.it) il piccolo elenco di composti pericolosi stilato dallEwg, e alcuni dei prodotti tra i più venduti che li contengono.
Un lavoro non scontato, visto che per un consumatore non è facile conoscere lesatta composizione dei detergenti. La legge europea non impone alle ditte di inserire lelenco degli ingredienti in etichetta, come avviene per esempio per i cosmetici, e solo alcune aziende lo fanno sui loro siti ufficiali. Dove sono le altre lo spiega Roberto Binetti, direttore del Centro nazionale sostanze presso lIss: Le liste complete degli ingredienti sono nella banca dati dei preparati pericolosi dellIstituto superiore di sanità. Alla banca dati hanno accesso solo i centri antiveleni, in modo da potere intervenire tempestivamente nei casi di avvelenamento, oppure chi ne fa richiesta direttamente a noi. Il data base contiene tutte le sostanze utilizzate, anche quelle che essendo presenti in misura infinitesimale, per legge non andrebbero specificate in etichetta.
Cè una ragione ben precisa. Binetti spiega che, per quanto riguarda i detersivi la maggiore preoccupazione riguarda le reazioni allergiche ai composti chimici, molti dei quali sono in grado di provocare risposte anche a dosi bassissime. A tale proposito, la maggiore preoccupazione arriva dalle fragranze e dai profumi. Quanto alle altre sostanze considerate tossiche: I prodotti che contengono ingredienti più pericolosi riportano la croce di santAndrea sulle confezione. Ma in generale, va detto che lItalia ha vietato da tempo le sostanze più nocive per luomo per lambiente, come i fosfati che davano seri problemi ambientali, o alcuni tensioattivi.
Reazioni a rischio
Non basta, però, per stare tranquilli. Uno studio dellUniversità di Berkeley, in California, ha recentemente confermato che se usati in certe condizioni, molti detersivi e deodoranti ambientali di uso comune emettono inquinanti tossici a livelli tali da costituire un rischio per la salute. Lo studio ha analizzato le reazioni provocate da due classi di sostanze, gli eteri glicolici e i terpeni, entrambi presenti in tantissimi prodotti. I primi sono solventi usati in molti detersivi, e classificati come pericolosi contaminanti per
laria, i terpeni sono sostanze chimiche presenti negli oli di pino, di limone o darancia e utilizzati come solventi o come fragranze. Di per sé non tossici, a contatto con lozono producono sostanze assai nocive come la formaldeide.
Ebbene gli studiosi statunitensi hanno scoperto che, se non si pulisce in condizioni ottimali, in ambienti grandi e areati, o se cè unesposizione cronica a queste sostanze (come nel caso di chi fa le pulizie per lavoro), si rischiano danni alla salute. Tra gli esempi riportati nello studio ce nè uno molto indicativo: una persona che trascorre 15 minuti a pulire una doccia in cima a una scala rischia di inalare eteri glicolici superando di tre volte il limite massimo di esposizione per unora. Sarà bene farci un pensierino prima di fare le pulizie di primavera.
Una per una le sostanze incriminate
I chimici dellEnviromental working group hanno pubblicato un elenco degli ingredienti usati nei detersivi che, stando alle conoscenze scientifiche attuali, possono creare maggiori problemi per la salute e per lambiente. Alcuni di questi non sono utilizzati nel nostro paese, altri sì.
Ecco le sostanze:
2-butossietanolo (di pericolosità simile sono anche altre sostanze della stessa famiglia, quella degli eteri glicolici). Si tratta di solvente organico. Nel registro della Commissione europea è classificato come pericoloso per inalazione per contatto e per ingestione, irritante per occhi, pelle e polmoni. Il National Library of Medicine HazMap dichiara che è tossico per il sistema riproduttivo. In totale il livello di tossicità è classificato per lEwg come medio/alto.
Alchilfenoli etossilati: Sono tensioattivi non ionici. Intervengono sul sistema ormonale degli esseri viventi (è provato leffetto della femminilizzazione dei pesci), anche se sono ancora poco chiari i rischi per luomo. La direttiva 2003/53/CE ne ha limitato luso nei prodotti chimici, nei detergenti e negli altri formulati. In Italia sono banditi dal 1995 nei detergenti per uso domestico.
Etanolammine: Queste sostanze sono stabilizzatori del ph. NellUe sono ammesse nei prodotti a bassissime dosi. Sono molto tossiche per la pelle e per il sistema respiratorio e sono collegate allinsorgenza di asma. Mono-, di-, e trietanolammine sono quelle da tenere maggiormente sotto controllo, secondo lEwg. Letanolammina presenta un rischio globale (sempre secondo lEwg), che va da medio ad alto, a seconda dellutilizzo.
Fragranze: Sembrano innocue, ma non lo sono affatto. Oltre al fatto che possono contenere muschi sintetici (potenti interferenti endocrini), le fragranze sono tra le cinque famiglie di sostanze maggiormente allergizzanti al mondo.
Composti d’ammonio quaternario: Sono composti antibatterici che hanno unazione detergente. Associati allinsorgenza di asma, estremamente tossici se ingeriti, hanno effetti negativi anche a basse dosi. Inoltre un uso eccessivo di questi composti può provocare linsorgenza di batteri più resistenti.
TABELLA SOSTANZE
Per scoprire dove si trovano queste sostanze, abbiamo passato in rassegna gli ingredienti dei principali detergenti per la casa commercializzati in Italia. Poiché i produttori non sono tenuti a pubblicare le formulazioni in etichetta, abbiamo potuto controllare solo i prodotti le cui aziende hanno inserito gli elenchi sui loro siti ufficiali. Abbiamo così potuto verificare i componenti dei detersivi dei seguenti marchi: Vim, Cif, Lysoform, Svelto Casa, Acti, Bref, Fornet, Domestos, Smac, Vetril, WcNet, Merito, Argentil, Bio shout, Mr Muscolo. I nomi qui di seguito pubblicati sono quelli dei prodotti che contengono almeno un ingrediente sospetto (riportato così come si trova scritto in etichetta). Da segnalare che le fragranze sono presenti in tutti i detersivi.
* Sul numero del Salvagente in edicola da domani (ma in vendita già oggi on line a 1 euro) lelenco completo delle sostanze a rischio, dei prodotti che le contengono e i consigli per utilizzarli senza pericoli.
Torino. Le scarpe degli annegati – con Borghezio in sacco di mondezza -
davanti alla Lega
Domenica 25 aprile.
Di fronte alla sede provinciale della Lega in via Poggio 23, appeso alle
grate, è comparso uno striscione con la scritta OGNI ANNO LE LEGGI
RAZZISTE UCCIDONO MIGLIAIA DI IMMIGRATI IN MARE
Accanto faceva mostra di se il faccione di Mario Borghezio montato su un
voluminoso sacco nero dellimmondizia con tanto di cravatta verde.
In terra, alla rinfusa, un mucchio di scarpe
Quello che resta di tanti
uomini, donne, bambini. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore in mare,
inghiottito dalle norme che impediscono la libera circolazione degli
individui. Quelle leggi che la Lega Nord vorrebbe sempre più dure, sempre
più feroci.
Qui trovate le foto scattate da un reporter di passaggio:
http://piemonte.indymedia.org/article/8476
È trascorso un anno dal 23 aprile del 2009, quando davanti a quella stessa
sede della Lega apparve un fantoccio con la faccia di Borghezio appeso a
testa in giù, come Mussolini a piazzale Loreto. Manifesti analoghi furono
affissi in città. Un gesto simbolico per mostrare che il fascismo è al
governo e in parlamento.
Per quellepisodio due anarchici della FA di Torino sono stati rinviati a
giudizio si va in aula il 18 giugno – per minacce e diffamazione nel
confronti di Borghezio.
Ad un anno di distanza oggi come allora – in occasione del 25 aprile,
cè chi ha voluto ricordare che oggi il fascismo ha il volto della Lega,
che il fascismo non è morto in quel lontano aprile quando nelle strade di
Barriera i partigiani combattevano e morivano per la libertà e per la
giustizia sociale. Senza se e senza ma.
I nostri mari sono cimiteri per chi cerca a rischio della vita un
futuro nel nostro paese.
Nel nostro paese ci sono gli schiavi: i lavoratori immigrati che alzano la
testa rischiano prigionia ed espulsione.
Nella nostra città cè un lager: ogni giorno qualcuno viene deportato.
Contro le leggi razziste ribellarsi è giusto. Lindifferenza è complicità.
Oggi come ieri
Resistenza!
Report a cura della Federazione Anarchica Torino
Per info e contatti:
Corso Palermo 46 ogni giovedì dalle 21
fai_to@inrete.it
Oggi il fascismo ha il volto della Lega: dalle squadracce alle ronde,
dalle camice nere alle camicie verdi, dalle leggi razziali a quelle
razziste, da ebrei e rom a immigrati e rom. La musica è sempre la stessa.
Come la Resistenza.
Alla vigilia dello scorso 25 aprile davanti alla sede della Lega apparve
un fantoccio con la faccia di Borghezio appeso a testa in giù, come
Mussolini a piazzale Loreto. Manifesti analoghi furono affissi in città.
Un gesto simbolico per mostrare che il fascismo è al governo e in
parlamento.
Per quell’episodio due anarchici della FAI di Torino sono stati rinviati a
giudizio -si va in aula il 18 giugno – per minacce e diffamazione nel
confronti di Borghezio.
Borghezio è uno dei volti del fascismo di oggi. Uno che disinfettava le
carrozze dei treni dove viaggiavano ragazze africane, lo stesso che diede
fuoco ad un ricovero per senzatetto rumeni sotto il Ponte Mosca. Lo scorso
anno in Francia, ad un convegno dell’estrema destra europea, credendosi a
microfoni spenti Borghezio diceva ai suoi camerati neofascisti che
“occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. È un buon
modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì
come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera - ma, dietro tutto
ciò, siamo sempre gli stessi”. In Francia ne discussero TV e giornali. In
Italia pochissimi ne hanno parlato. E chi oserebbe? Il ministro
dell’Interno è il leghista Maroni. I fascisti sono al governo nel nostro
paese.
I nostri due compagni sono accusati di aver minacciato e diffamato Borghezio.
Sono accusati di aver detto e scritto che Borghezio è un fascista ed un
razzista.
Sono accusati di aver voluto ricordare, alla vigilia del 25 aprile, che la
Lega Nord è il fascismo che torna, che il fascismo non è morto in quel
lontano aprile quando i partigiani combattevano e morivano per la libertà
e per la giustizia sociale. Senza se e senza ma.
Oggi il fascismo colpisce ogni giorno.
I CIE, centri per immigrati senza carte, stanno trasformandosi nei lager
del nuovo secolo. Sono le galere che lo Stato italiano riserva a quelli
che non servono più. I muri che rinchiudono i migranti, sono intrisi del
dolore di uomini e donne che vi assaggiano processi lampo, soprusi,
pestaggi, umiliazioni, stupri.
Il diritto legale di vivere nel nostro paese è riservato solo a chi ha un
contratto di lavoro, a chi accetta di lavorare come qui nessuno più era
obbligato a fare. Oggi i migranti, con permesso o in nero, sono i nuovi
schiavi di quest’Europa fatta di confini e filo spinato. Gente la cui vita
vale poco o nulla.
È scritto nelle leggi. Leggi razziste.
Ma a quelli come Borghezio non bastano certo. Il loro appetito assassino è
insaziabile. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore in mare, inghiottito
dalle norme che impediscono la libera circolazione degli individui. Quelle
leggi che la Lega Nord vorrebbe sempre più dure, sempre più feroci. Campi
di concentramento e deportazioni non sono ricordo di un infame passato ma
sono nelle nostre città, a pochi metri dai giardinetti dove giocano i
nostri figli.
Contro il razzismo di Stato non basta la testimonianza, non basta
l’indignazione. Bisogna mettersi in mezzo: contrastare retate e
deportazioni, rifiutare ronde e militari in strada, sostenere chi lotta
nei CIE, chi sciopera contro la schiavitù legale, chi cerca di scavalcare
i muri e buttare giù le barriere.
Ribellarsi è giusto, l’indifferenza è complicità.
L’Italia è in guerra. Come ai tempi di Mussolini. Quelli come Bossi,
Maroni, Borghezio sono fatti della stessa pasta.
E gli anarchici, oggi come allora, finiscono in tribunale.
per info e contatti:
fai_to@inrete.it
26 marzo 2010
Trasformare culture: State of the world 2010
Gianfranco Bologna
Pur sembrando naturali a chi appartiene a quelle realtà culturali, questi modelli non sono, come ci dimostra la straordinaria quantità di dati accumulati da decenni dalla conoscenza scientifica, né sostenibili né possono definirsi manifestazioni innate della natura umana: infatti si sono sviluppati nel corso di molti secoli e oggi si promuovono e diffondono a milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.
Negli ultimi cinque anni, i consumi sono aumentati vertiginosamente, salendo del 28% dai 23,9 mila miliardi di dollari spesi nel 1996 e di sei volte dai 4,9 mila miliardi di dollari spesi nel 1960 (dollari del 2008). Alcuni di questi incrementi sono dovuti all’aumento demografico, ma, tra il 1960 e il 2006, la popolazione globale è cresciuta solo di un fattore di 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata.
Nel 2006, i 65 paesi con alti redditi dove domina maggiormente il consumismo erano responsabili del 78% della spesa in beni di consumo, ma costituivano solo il 16% della popolazione globale. Lo stesso anno, solo negli Stati Uniti, la spesa in beni di consumo è stata di 9,7 mila miliardi di dollari – circa 32.400 dollari pro capite – il che rappresentava il 32% della spesa globale, con solo il 5% della popolazione mondiale. Il rapporto del Worldwatch sottolinea chiaramente che sono questi paesi che hanno urgentemente bisogno di rivedere i modelli di consumo, poiché il pianeta non ne può sostenere livelli così elevati.
Non sorprende che l’1% degli indiani più ricchi (10 milioni di individui), che guadagnano oltre 24.500 dollari ppp l’anno, siano oggi individualmente responsabili di oltre 5 tonnellate di emissioni di CO2 l’anno – che tuttavia è appena un quinto delle emissioni pro capite statunitensi, ma il doppio del livello medio di 2,5 tonnellate pro capite necessario per mantenere l’aumento delle temperature sotto i 2 °C. Anche i 151 milioni di indiani che guadagnano più di 6.500 dollari ppp pro capite vivono sopra la soglia delle 2,5 tonnellate pro capite, mentre i 156 milioni di indiani che guadagnano 5.000 dollari la stanno raggiungendo, producendo 2,2 tonnellate pro capite.
- La delegazione dell’America del Nord di Via Campesina ha divulgato un manifesto nel quale condanna l’atteggiamento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO) durante la “Conferenza Tecnica Internazionale sulle Biotecnologie agricole nei paesi in via di Sviluppo” che si è conclusa il giorno 4 marzo a Guadalajara, in México. Per VC la reale intenzione dell’evento è stimolare la coltivazione di OGM.
- Loro dicono – dice VC – “biotecnologia” una parola ampia e vaga, quando tutti sappiamo che il loro vero proposito è promuovere gli OGM che non hanno mai favorito e mai favoriranno le famiglie contadine. Si tratta di una aggressione e una provocazione al popolo messicano e ai popoli contadini e indigeni del mondo intero venire a promuovere transgenici in Messico quando proprio in Messico c’è stata una forte lotta per cercare di fermare la contaminazione del nostro mais ancestrale. Proprio mentre le organizzazioni popolari stanno tentando di difendere il mais di fronte alla “Legge Monsanto” e ai permessi di coltivazione sperimentale del mais transgenico in campo aperto, la FAO arrivando qui con questo messaggio rende chiaro a tutti che risponde più agli interessi della criminale azienda Monsanto e del cattivo governo che agli interessi dei popoli.
- Come è possibile che una conferenza internazionale “a favore dei contadini dei paesi poveri” abbia accreditato un solo rappresentante della Via Campesina e in qualità di osservatore? Perché non convocare invece le organizzazioni contadine e indigene per sapere quello che noi vogliamo – dice ancora VC – per produrre alimenti e preservare la Madre Terra? Gli diremmo allora che una cosa che non vogliamo è il mais transgenico.
- Si sta scegliendo il modello di morte delle monoculture industriali con pesticidi e transgenici che alimenta la speculazione e le automobili con la promozione di agrocombustibili invece che gli esseri umani che soffrono sempre più per la fame.
- Non è un caso se ci sono livelli record di fame di fronte a raccolti record e livelli record di profitti da parte delle transnazionali della morte come Monsanto, Syngenta, Cargill, ADM, Maseca e Wal-Mart. La sovranità alimentare fondata sull’agricoltura contadina sostenibile sottrae l’alimentazione ai circuiti di speculazione e libero commercio e riduce drasticamente gli impatti sul clima. Dobbiamo espellere le imprese transnazionali dalla nostra alimentazione
(trad. e sintesi S.R)








