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Archivio di maggio 2009

 Scegliere il cibo per cani e gatti

 

Chi condivide la sua vita con animali quali i cani e i gatti, e allo stesso tempo cerca di capire quali abitudini quotidiane rechino più danno all’ecosistema, si trova prima o poi di fronte a dubbi su cosa dare da mangiare ai propri compagni pelosi.

 

La maggior parte di noi, per motivi di tempo e convenienza, si orienta verso i cibi pronti sia umidi in lattina, vaschetta o bustina, o usa le comode crocchette. Tuttavia è bene sapere che le marche più comuni presentano dei problemi, in quanto le grandi multinazionali che di solito le producono, “eseguono test invasivi su cani e gatti, per provare la non pericolosità dei cibi che producono. I test consistono nell’indurre malattie in animali sani e provare a curarli coi cibi medicati. Gli animali vengono inoltre tenuti sempre in gabbia in stabulari appositi”. (Tratto dal sito di Vivo – Comitato per un Consumo Consapevole).

 

Vivo ha effettuato un sondaggio presso i più grossi produttori di cibo per animali, ai quali la maggior parte non ha neanche risposto. Sono state quindi compilate tre liste, per aiutare gli amanti di cani e gatti nella scelta del cibo. La prima lista, n. 01, contiene i nomi delle marche da boicottare, poiché eseguono sicuramente test su animali. Quelli della lista n. 02 non sono testati sugli animali ma non sono vegetariani. Quelli della lista 03 non sono testati e sono anche vegetariani. Si raccomanda comunque di leggere sempre le etichette.

 

  1. Aziende che eseguono test su animali (citiamo sempre dal sito di Vivo):

Gruppo Mars: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin;

Froli, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia).

 

Gruppo Colgate-Palmolive: Hill’s Science Diet; Hill’s prescription diet.

 

Gruppo Procter & Gamble: Iams, Eukanuba.

 

Gruppo Nestlè: Fido, Friskies, Pro Plan, Purina.

Felix, Friskies, Gourmet, Purina, Pro Plan.

 

Bayer: Pro Gres. Non si sa se questo prodotto sia testato sugli animali, tuttavia la Bayer è una multinazionale farmaceutica tra le più coinvolte nella vivisezione, pesticidi, ogm, ecc.

 

  1. Aziende che non eseguono test su animali

Ci sono molte piccole aziende private che non hanno né i mezzi né la convenienza per far eseguire test sugli animali in costosi laboratori. Tendono ad utilizzare ingredienti prodotti da altre aziende, spesso anche da quelle menzionate nella lista 01. Sono quindi solo marginalmente meglio di queste ultime. Il sito di Vivo elenca alcune aziende che sono da preferire perché non usano conservanti, o usano prodotti biologici. Per esempio:

 

Affinity Petcare: Advance, Ultima, Puppy Chow, Dog C.

Advance cats, Ultima, Cat Chow, Brekkies, Special Care.

Cat e Puppy Chow sono però prodotti anche da Purina, che finanzia la vivisezione. Leggere attentamente l’etichetta.

 

Agras Delic: iSchesir, Shiress, Stuzzycat, Stuzzydog, Stuzzyvita, Stuzzygold, Stoccofisso, WitteMolen.

 

Almo Nature: ingredienti naturali e senza additivi.

 

Arovit è garantita da Peta UK. Produce cibo per i supermercati, come per esempio Bau e Miao della Esselunga, Bull e Fufi della Conad, Ronnie della Coop, Winner Cat e Winner Dog.

 

Burns è garantito dall’associazione Uncaged.

 

Forza 10: cibo per cani e gatti senza additivi chimici.

 

Pascoe’s: alimenti biologici e privi di coloranti artificiali, aromi e conservanti.

 

  1. Aziende da preferire perché totalmente cruelty-free.

Le marche elencate nelle liste precedenti producono alimenti a base di carne. In Italia ci sono poche marche che producono cibo vegetariano per cani e gatti, come le seguenti:

 

Amì produce crocchette vegetariane.

Aniwell.

Benevo e Benevo Bio.

Denkadog

Yarrah produce sia cibo carnivoro che vegetariano per cani.

Rocky.

Natural Life.

 

Per esperienza personale, queste marche sono difficili da reperire nel Tigullio.

 

Un’alternativa è naturalmente il cibo prodotto in casa, ma anche qui possono sorgere dei problemi: per esempio, ai vegetariani può sembrare un controsenso dar da mangiare ai propri animali la carne di altri animali, che loro stessi non mangiano più. Purtroppo, se i cani mangiano un po’ di tutto e possono accettare di buon grado cibo vegetariano, i gatti sono generalmente più restii.

 

Dato per scontato che si cerchi di nutrire il proprio cane e gatto in maniera adeguata e quindi con un apporto di proteine, vitamine, grassi, ecc. bilanciato, chi decide di cucinare in casa il cibo per gli “animali da affezione” deve tenere presente che la carne che si compra in giro proviene praticamente tutta da allevamenti intensivi, ne i quali i polli, mucche, maiali o altre bestie vengono tenuti in condizioni orribili e nutriti con ogni sorta di porcherie, ormoni, mangimi artificiali ecc.

 

Quindi nutrendo i nostri animali con cibi a base di carne comprata in macelleria o polleria, noi incentiviamo comunque questo tipo di industria, che tanti danni sta causando anche alla salute degli umani. Purtroppo la carne biologica è reperibile sul mercato, ma ha ancora un prezzo proibitivo per le tasche dei più.

 

Per chi non vuole o non può rinunciare a dare la carne ai propri animali, si spera che il prezzo della carne biologica fresca si abbassi con la diffusione degli allevamenti estensivi. Al momento le confezioni di cibo vegetariano, naturale o carnivoro-bio costituiscono forse la scelta “meno peggio”.

 

Rimandiamo comunque al sito di Vivo www.consumoconsapevole.org/pet_food_e_vivisezione.html per maggiori dettagli sull’argomento.

 

(Colombina)

 

L’acqua di Napoli vietata ai militari USA

Stanno facendo discutere i risultati, resi noti una settimana fa, di uno studio sanitario commissionato dalla Marina statunitense di Napoli e realizzato nel corso del 2008. Le analisi messe in atto in 130 abitazioni, sparse su un’area di 395 miglia quadrate nelle province di Napoli e Caserta, hanno rilevato in 40 di esse un rischio definito “inaccettabile” a causa dell’elevata concentrazione (notevolmente superiore ai limiti consentiti) di “componenti organiche volatili”.

 

Tali sostanze chimiche che evaporano a temperatura ambiente, sembrano essere penetrate all’interno delle abitazioni attraverso l’acqua (dei pozzi e degli acquedotti) e possono venire assorbite dall’uomo non solamente ingerendo l’acqua contaminata, ma anche per inalazione e per via cutanea.

 

Oltre alle componenti organiche volatili individuate in quantità preoccupanti, principale delle quali è il tetracloroetene generalmente utilizzato nella produzione di solventi, le analisi hanno evidenziato anche la presenza generalizzata di arsenico che in alcuni casi nell’acqua ha superato di 180 volte i livelli limite. I pericoli per la salute umana, determinati dalla concentrazione dei composti chimici, sono potenzialmente molto elevati e vanno da un banale giramento di testa al danneggiamento dei tessuti epatici, renali e del sistema nervoso centrale, alla compromissione del sistema immunitario, alle malformazioni fetali, al rischio di patologie tumorali.

 

Le amministrazioni locali e le autorità sanitarie italiane, peraltro mai informate ufficialmente della cosa, non sembrano avere preso molto sul serio la questione e non hanno finora richiesto copia dei dati dell’indagine. Ben più seriamente al contrario sembra avere interpretato i risultati la Marina statunitense, che ha deciso l’avvio di una seconda analisi che terminerà a fine 2009 e andrà ad interessare oltre 210 abitazioni occupate da personale statunitense in una vasta area che comprenderà sempre le province di Napoli e Caserta.

 

Curiosamente la maggior parte delle inchieste concernenti lo stato di avvelenamento del suolo e dell’acqua in Campania continuano ad arrivare dall’estero. Già nel 2004 fu l’autorevole rivista The Lancet Oncology a definire “triangolo della morte” la zona compresa fra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, nell’ambito di un’inchiesta concernente l’altissima incidenza di patologie tumorali presente nel territorio, dopo due inchieste condotte dalla rivista Newsweek che avevano portato alla luce i devastanti effetti delle innumerevoli discariche illegali di rifiuti tossici presenti in loco. Adesso è la volta della Marina statunitense, mentre le autorità sanitarie italiane continuano a tacere.

 

 

Di Marco Cedolin

Fonte:Terranauta www.decrescitafelice.org 

 

Ecco la terza parte del Piano di Rinascita della P2, dove si comincia ad entrare nei dettagli del programma di ristrutturazione delle istituzioni.

 

Programmi

Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni da compiere in forma di:

  1. azioni di comportamento politico ed economico;

  2. atti amministrativi (di governo);

  3. atti legislativi;

necessarie a ribaltare – in concomitanza con quelle descritte in materia di procedimenti – l’attuale tendenza al disfacimento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di “registrare” – come nella stampa tricromia – le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.

A titolo di esempio, si considerino due fenomeni:

1) lo spostamento dei centri di potere reale del Parlamento ai sindacati e dal Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il Cnel e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduto;

2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi dieci anni quale risultato di una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonché dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.

Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze invece nei settori tecnici – nonché la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’egualitarismo assoluto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nell’apatia della droga oppure nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio e posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.

Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenuti nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica – indubbiamente notevole – quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, però, a indicare terapie più che a formulare nuove analisi.

Detti programmi possono essere resi esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti legge):

  1. Emergenza a breve termine. Il programma urgente comprende, al pari degli altri, provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale;

a1. Ordinamento giudiziario. Le modifiche più urgenti investono:

  • la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;

  • il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;

  • la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari);

  • la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione – anche tentata – nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché di violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale;

a2. Ordinamento del governo:

  1. Legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministri (Cost. art. 95) per determinare competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);

  2. Legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero dell’Economia che inglobi le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezzogiorno, PP.SS., Mediocredito, Industria, Agricoltura) sul Cnel rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze sociali sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le Regioni;

  3. Riforma dell’amministrazione (Cost. art. 28, 97 e 98) fondata sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;

  4. Definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazioni delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito delle leggi cornice;

 campagna elettorale

(rocco)

(rocco)

CORSI DI AUTOCOSTRUZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI – brescia Maggio 2009

23/05/2009 – 09:30
Etc/GMT+2
autore:
ass. culturale l’essenza

Il 23 maggio 2009 a Roncadelle (Brescia) si terrà un corso di
AUTOCOSTRUZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI a cura dell’associazione
culturale L’Essenza.
Durante il corso si imparerà a costruire un pannello fotovoltaico in
silicio, saldando le varie celle che compongono i moduli. I pannelli fv,
infatti, sono composti da elementi modulari (le celle) di silicio che
vengono uniti tra loro e poi collegati con cavi elettrici all’inverter e/o
alle batterie. Attualmente l’assemblaggio dei pannelli è fatto , nella
quasi totalità dei casi, a livello industriale, ma è anche possibile
autocostruirsi un impianto fotovoltaico partendo dai singoli elementi.
Proprio questo è l’obiettivo del corso , estremamente interessante e
innovativo. In questo modo si vuole approfondire la conoscenza della
tecnologia fotovoltaica attraverso la realizzazione pratica di un modulo.
Durante la giornata verrà costruito ed installato un piccolo impianto
dimostrativo ad isola. Ogni partecipante riuscirà a saldare almeno una
cella in silicio.
Il corso è tenuto da Lucio Sciamanna, autore del libro edito da AAM
Terranuova “Autocostruzione dei pannelli fotovoltaici – guida pratica”. Il
libro è compreso nel costo del corso.
Sono ancora aperte le iscrizioni al corso, del costo di 100 euro. Si
richiede una quota di preiscrizione pari a 20 euro.
Per informazioni ed iscrizioni contattare l’associazione l’Essenza:
tel. 333/2063286 – 335/1588649 – sabrina@essenza.bs.it

Siti internet
http://www.essenza.bs.it/corsi_energie_alternative.htm
http://www.sciamannalucio.it/corsi_di_autocostruzione_fai_da_te.html

Segue scheda tecnica del corso.

SCHEDA TECNICA CORSO DI AUTOCOSTRUZIONE FOTOVOLTAICO

Scopo del corso:
Alla fine del corso saprete saldare celle fotovolatiche con almeno una
cella saldata dal singolo partecipante in piena autonomia. Vedrete come
dimensionare e costruire un pannello fotovoltaico autocostruito. Verra’
installato un piccolo impianto fotovoltaico ad isola a scopo divulgativo
utilizzando un pannello autocostruito.

Luogo e Durata del corso:
23 maggio 2009, dalle 09.30 alle 17.30.
Luogo: Roncadelle (BS), presso la Sede dell’Ass. Cult. L’Essenza in via
Donatori di Sangue n. 1.

Destinatari
• Tutte le persone interessate ad approfondire le loro conoscenze sui temi
del fotovoltaico.
• Persone in procinto di acquistare un impianto fotovoltaico: durante il
corso si potranno ricevere informazioni che consentiranno di capire il
gergo tecnico e valutare la proposta commerciale.
• Elettricisti e idraulici che vogliono introdursi nel mondo del
fotovoltaico, con nozioni semplici e pratica manuale.
• Architetti, Ingegneri e studenti per acquisire in modo semplice e veloce
le conoscenze tecniche inerenti il settore fotovoltaico.

Programma del corso:
* Introduzione alla tecnologia fotovoltaica
* Le celle fotovoltaiche, cuore tecnologico
* I materiali che compongono il pannello fotovoltaico
* Progettiamo il nostro pannello fotovoltaico: potenza e dimensioni
* Tecnica di saldatura delle celle fotovoltaiche
* Collaudo di un pannello fotovoltaico
* Introduzione agli impianti fotovoltaici
* montaggio e collaudo di un piccolo impianto fotovoltaico ad isola
* Come utilizzare al meglio un pannello fotovoltaico autocostruito
* Momento di confronto e approfondimento

Struttura del corso:
Mattinata: parte teorica: la tecnologia delle celle e dei moduli
fotovoltaici, il circuito elettrico ecc; esecuzione di una misura di prova
Pomeriggio: saldatura pratica delle celle fotovoltaiche, parte teorica sul
dimensionamento dell’impianto, componenti e costi, differenze tra pannelli
industriali e autocostruiti. Installazione di piccolo impianto fv
dimostrativo

(rocco)


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Elezioni comunali a Ne – incontro con Val Graveglia Insieme

 

Si è svolta venerdi 15 maggio a Chiesanuova la presentazione della lista di opposizione Val Graveglia insieme, in lizza per le elezioni comunali a Ne. Come promesso, Betumea ha inviato degli osservatori per riferire sull’incontro:

 

Anche per questa riunione, la sala della canonica di Chiesanuova era gremita di persone. I candidati di Val Graveglia Insieme hanno scelto un approccio più soft e inclusivo, se non altro nella disposizione delle sedie. La discussione è stata interessante e piuttosto vivace, sia per gli interventi dei candidati che dei valligiani presenti, in qualche modo più “liberi” che nella riunione precedente con i candidati della lista attualmente in carica. Ecco qualcuno tra gli argomenti trattati:

 

  • Rumenta: qualora andasse al potere, questa lista prevede di riportare la raccolta dei rifiuti sotto il controllo del comune, comprando anche i camion necessari. Dalle cifre indicate, parrebbe che si risparmierebbero soldi in questo modo.

  • Sociale: entrambe le liste progettano di aprire un ambulatorio a Conscenti dove verrebbero fatti prelievi di sangue, misurazioni della pressione, ecc. Val Graveglia Insieme in più progettano di aprire un asilo nido e avere un polo scolastico unico con palestra (Unità Democratica per Ne intendono invece ristrutturare l’asilo di Chiesanuova).

  • Trasporti: VGI hanno detto che vorrebbero rendere possibile agli abitanti delle frazioni l’uso degli autobus scolastici che trasportano i bambini, introducendo una sorvegliante anche per quelli delle elementari. Non si è capito bene se questo verrebbe fatto attraverso una convenzione con l’azienda dei trasporti (di fatto privatizzando il trasporto scolastico) o mantenendo gli attuali pulmini comunali.

  • Per quel che riguarda la pulizia sentieri, VGI prevedono di dare in gestione dei pezzi di strada agli abitanti stessi delle frazioni, aumentando anche la tariffa corrisposta per lo sfalcio dell’erba.

  • Sul versante forse più negativo, vogliono aumentare i residenti del comune puntando sull’edilizia nella bassa valle. È vero che la zona tra Settembrin e Conscenti assomiglia già a una periferia e che quindi il danno sarebbe minore lì che in un altro posto, tuttavia non è stato spiegato a che tipo di edilizia si stia pensando. Poiché ci è impossibile immaginare che un Comune del Duemila abbia intenzione di intraprendere una politica di edilizia popolare con case a canoni controllati per i meno abbienti (ahò, ma che, stiamo scherzando?), o, ancora peggio, di affidare la costruzione delle case a delle cooperative di futuri occupanti, temiamo che si tratterà dei soliti orridi palazzi costruiti dagli imprenditori privati, che li venderanno o affitteranno a prezzi di mercato, purtroppo inaccessibili ai più. Comunque attendiamo i dettagli del progetto.

  • Val Graveglia Insieme vorrebbe rendere pedonale la piazza di Conscenti, costruendo una strada che passi al di là del fiume dietro i palazzi del Comune, della farmacia e delle poste.

  • Purtroppo anche questa lista non ha parlato di agricoltura. Uno dei candidati ci ha detto che avevano preparato un intervento anche su questo argomento, ma che il tempo non è stato sufficiente (Sarà vero? Chiederemo conferma agli inviati di Betumea che parteciperanno agli altri incontri previsti).

  • Hanno però in progetto di trasformare l’attuale Festa dell’Agricoltura, dove si mangia molto bene ma di agricoltura ce n’è veramente pochina, in una vera e propria Fiera dell’Agricoltura.

  • Un argomento molto sentito della serata è stato quello delle cave. A differenza della riunione precedente di UDpN, non c’è stata una chiusura totale da parte dei candidati nel trattare l’argomento. È chiaro che la popolazione è stufa di questa devastazione continua del territorio, ma non sempre trova il coraggio di esprimersi pubblicamente a proposito. I candidati di VGI non hanno promesso di far chiudere le cave a breve termine, purtroppo. Hanno tuttavia riconosciuto che esiste un problema grave e hanno proposto una loro visione di un’economia alternativa della valle, basata sul turismo, sulla pulizia dei sentieri, sulla gastronomia, ecc. che renderebbe possibile, a lungo termine, l’affrancarsi della valle da questa attività così devastante. Questo atteggiamento è già qualcosa, ma a parer nostro rischia di restare po’ vago e risolversi in nulla.

  • Tuttavia è stata fatta una promessa concreta, ossia che in caso di vittoria alle elezioni, non sarà fatto il cementificio sulla strada di Chiesanuova, come è nei progetti (occulti, visto che non l’hanno nemmeno menzionato nell’incontro di lunedì) dell’attuale amministrazione in carica.

 

Poiché Betumea è appunto sarvega, i suoi membri (alcuni dei quali contagiati dalla “malattia infantile del comunismo”), sono piuttosto diffidenti nei confronti di chiunque voglia buttarsi nella politica “ufficiale”; inoltre ci sembra di aver capito che alcuni dei candidati di questa lista sono già in consiglio comunale, se pur all’opposizione, e fanno riferimento a dei partiti politici francamente impresentabili. Ci sembra quindi opportuno ricordare che con questa lista siamo ancora nella fase delle promesse e delle buone intenzioni. Indubbiamente l’impressione riportata dall’incontro di venerdì a Chiesanuova è stata in qualche modo positiva, ma chi decide di votare per VGI, la penserà alla stessa maniera tra quattro-cinque anni?

 

Un modo per scongiurare che le buone intenzioni si perdano nel giro di poco tempo, a contatto con la quotidianità di un lavoro (quello dell’amministratore pubblico ad ogni livello) che deve essere veramente remunerativo in tutti i sensi, visto che nessuno lo vuole mai mollare manco a morire, è di tenere il fiato sul collo a chiunque venga eletto, affinché non possano più pensare che possono fare quello che vogliono.

 

Gli abitanti della Val Graveglia non hanno forse una grossa tradizione in questo senso, ma le cose cambiano, e in tante altre parti d’Italia la gente si sta muovendo e organizzando, convinta che non deve subire in ogni caso tutto quello che gli cala sulla testa. Perché non può succedere anche da noi?

 

Dalla nostra inviata speciale Giuseppina Gariboldi

 

grido!

grido!

grido!


due popoli nessuno stato!
due popoli nessuno stato!
due popoli nessuno stato!


Prunetti – Recensione – Sorvegliato Mentale

di Alberto Prunetti , Carmilla on line

Paola Minelli, Maria Rosaria D’Oronzo, Sorvegliato mentale. Effetti collaterali degli psicofarmaci, Torino, Nautilus, 2009, pp.141, euro 10.
La critica della malattia mentale ha rimesso in discussione l’idea di segregare chi esibisce comportamenti che non si inquadrano nei canoni della normalità. Ma nel frattempo il concetto di segregazione, la gabbia intorno al cosiddetto “malato mentale”, si è trasformato: le gabbia fisiche sono diventate chimiche, il letto di contenzione è stato sostituito dal farmaco ipnotico e sedativo, il muro dell’isolamento è stato abbattuto solo per lasciar posto ai muri del vuoto comunicativo indotto dallo stordimento da cocktail di pillole.

Mentre i manicomi si svuotavano (magari per essere abilmente trasformati in eleganti aule universitarie, o per continuare a funzionare secondo il vecchio sistema, riclassificando i malati mentali sotto diciture diverse), le acque reflue dei paesi cosiddetti “sviluppati” si scoprivano inquinate da nuove sostanze, prescritte con leggerezza da medici a cui manca qualsiasi capacità di mettere in discussione i depliant pubblicitari dell’industria farmaceutica.

Infatti la psichiatria, nel tentativo di governare l’alienazione mentale senza rimuoverne le cause, ha allargato il catalogo dei medicinali disponibili e quindi lo spettro delle dipendenze da sostanze legali, per poi estendere l’inventario delle malattie mentali e moltiplicare il numero dei malati e quindi il bacino degli utenti di servizi sociali e sostanze psicoattive.

Così, dopo i carcerati, i vecchi, gli alcolisti, quelli stressati dal troppo lavoro o dai casini sentimentali, si è scoperto un nuovo segmento di mercato sui banchi delle scuole, e prima negli Stati Uniti, poi in Europa, ci si è inventati una nuova malattia dai contorni non meglio precisati, una sorta di “disordine dell’attenzione” che punisce col Ritalin il ragazzino troppo sveglio: fegati e menti si preparano fin dalla tenera età a una vita di emozioni controllate farmacologicamente.

Contro tutto questo diventa fondamentale dotarsi di strumenti di controinformazione per capire quali sostanze ci vengono allegramente prescritte da medici generici o dai servizi delle asl, sia in somministrazioni saltuarie che in trattamenti psichiatrici, non importa se volontari o obbligatori.

Nel 1998 la casa editrice Nautilus (piccola e agguerrita editrice torinese che pubblica da anni testi di critica radicale dell’area post-situazionista francese, ma anche dell’ecologia radicale nordamericana) aveva dato alle stampe un manuale, curato dall’associazione Telefono Viola, che illustrava gli effetti nefasti di una serie di psicofarmaci. Adesso questo testo è stato rielaborato da Maria Rosaria D’Oronzo e Paola Minelli. La prima è stata presidente di Telefono Viola di Bologna ed è adesso una coordinatrice del Centro di Relazioni Umane, mentre Minelli è un’operatrice socio-sanitaria dissidente in ambito psichiatrico. La loro curatela si muove a partire dall’idea che “che non sono problemi medici il piacere moralisticamente denominato “vizio”, ovvero l’uso e l’abuso di sostanze psicoattive (compresi gli psicofarmaci), abitudini e attività quali gioco d’azzardo, promiscuità sessuale, mangiare poco, mangiare tanto, fare casino, parlare troppo, parlare troppo poco o in maniera inusuale, lavarsi troppo o troppo poco eccetera”. Queste sono infatti soltanto esperienze.

La nuova edizione di Minelli e D’oronzo propone una serie di testi preliminari che sviluppano un’interessante critica del trattamento farmacologico dei comportamenti non ortodossi (perché sono questi, più che la malattia, ciò che la maggior parte degli psichiatri si preoccupa di curare). Trattamenti volti appunto a deresponsabilizzare il paziente, a trasformare il suo bisogno di essere ascoltato in disturbi e patologie, a fornire un maggior controllo sociale che va di pari passo con le entrate delle case farmaceutiche. Senza demonizzare le sostanze psicoattive, le curatrici hanno elaborato un manuale d’uso che permette ai pazienti di ottenere quelle informazioni che la prassi medica rifiuta solitamente di fornire, laddove la prescrizione farmacologica viene fornita, nel migliore dei casi, con una lacunosa descrizione degli effetti collaterali, o al peggio, in maniera fraudolenta o coatta. E parliamo di farmaci e trattamenti che in ogni modo compromettono le condizioni relazionali del paziente, e quindi provocano un peggioramento dell’umore e giustificano la necessità di passare di trattamento in trattamento, di farmaco in farmaco, fino a instaurare una dipendenza con la sostanza.

Appunto per le principali sostanze, ordinate in classi (tranquillanti, neurolettici, anticolinergici, stabilizzatori dell’umore, antidepressivi e psicostimolanti), Sorvegliato mentale fornisce una scheda che indica gli effetti collaterali, i sintomi dell’intossicazione acuta e quelli della dismissione.

Un inventario di effetti che include disturbi del sistema immunitario, alterazioni delle funzioni del fegato, affezioni cardiovascolari, convulsioni, parkinsonismo, insufficienza respiratoria. Roba più pesante, anche in termini di costi sanitari, dei rischi di un saltuario “sbrocco”.

In conclusione, un indispensabile strumento di primo soccorso per difendersi dal contagio nocivo della psichiatria, da affiancare a opere di più ampio respiro di critica della medicina, come quelle di Ivan Illich, Hans Ruesch, Giorgio Antonucci.

(rocco)

deo

Morire da giovani in Italia a causa di uno psicofarmaco

11-05-2009 15:27

Tratto dalla rassegna stampa di www.giulemanidaibambini.org
Campagna sociale nazionale contro gli abusi nella prescrizione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti.

Francesco era un ragazzo autistico, ma a detta di entrambi i genitori “era un ragazzo fisicamente in ottima salute, che venne assalito da una febbre di circa 38 gradi durante una normale vacanza al mare, lontano dalla sua città”. Persistendo la febbre, vennero interpellati cinque diversi medici, tra i quali uno specialista, ma tutti negarono collegamenti tra lo stato febbrile e lo psicofarmaco che Francesco assumeva – tra gli altri – per le proprie terapie per l’autismo, il Risperidone. Francesco venne ricoverato in ospedale 13 giorni dopo, quando ormai era troppo tardi per intervenire con efficacia, morì poche ore dopo per sindrome maligna da neurolettici, in diretta conseguenza nella assunzione dello psicofarmaco alle normali dosi terapeutiche. Della sindrome maligna da neurolettici, segnalata come effetto collaterale di questo farmaco nei foglietti illustrativi in USA, non c’è traccia nelle avvertenze delle confezioni commercializzate in Italia. Il Ministero della Salute italiano, interpellato nel 2004 per fornire tempestiva risposta al grido d’allarme lanciato dei genitori di Francesco per evitare il ripetersi di tragedie simili in altre famiglie, non ha ancora risposto. Desiré Preziosi Manzi, mamma della vittima, ci ha inviato questa testimonianza del suo rapporto con un’Associazione favorevole alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini, con autorizzazione alla pubblicazione. La ringraziamo per il contributo alla riflessione ed al dibattito.
“Tempo fa mi sono iscritta al forum dell’Aifa www.aifa.it (è l’Associazione Italiana Famiglie ADHD, genitori favorevoli alla somministrazione di psicofarmaci per l’iperattività sui propri figli, ndr) un po’ per curiosità e un po’ per trasmettere la mia testimonianza. In un primo momento, tutti erano dispiaciuti per la morte di mio figlio.
Poi nel loro forum internet incominciai a ricevere delle risposte dalla responsabile dell’associazione, ricevendo anche degli insulti, e non solo da Lei ma anche da chi – da anni – era in questa associazione, convinti che dare psicofarmaci per l’iperattività ai loro figli fosse una cosa giusta e sacrosanta.

(rocco)

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