
Finalmente è nato il nuovo grande partito del centrodestra berlusconiano. Il partito che farà ‘risorgere’ l’Italia, che punterà sui giovani, come Tremonti, Fini e Schifani, e sulle donne, come Gasparri, La ‘Russa’ e la ‘Brunetta’. Sarà il partito della grande e probabilmente finale presa per il culo, una espressione forse volgare, ma che riassume bene il contenuto e l’unica forma con la quale è possibile descrivere il mega congresso del Popolo della Libertà. Era ora che il Cavaliere si liberasse delle ombre mafiose e piduiste che avvolgevano Forza Italia, e che Fini chiudesse con quella Fiamma tanto legata all’immagine dell’ormai rinnegato Duce. E’ tempo di indossare un nuovo abito, senza smettere quello vecchio. Perchè tanto, cari Gianfranco, Maurizio e Ignazio, vedrete che a Silvio basterà sostituire ‘Casa’ con ‘Popolo’ e ‘giudici’ con ‘comunisti’ perchè ci caschino ancora. Per 15 anni Berlusconi ha allevato un popolo di ignoranti, di elettori acritici ed eticamente poveri. Un popolo che forma la propria opinione guardando il Tg1 e leggendo Il Giornale e Panorama, che considera Porta a Porta un serio programma di approfondimento politico; un popolo facilmente suggestionabile dalle parole ad effetto di un leader senza tempo, dai suoi crescendo vocali strappa applauso, dalle confortanti braccia levate al cielo davanti alle quali anche Benedetto XVI si è segnato la fronte. Per l’amor del cielo, però, sono liberi di essere presi per il culo, altrimenti non sarebbero il ‘popolo delle libertà’. Il congresso del PdL è stata una buffonata fuori luogo, una fiera delle banalità, di parole ormai vuote e abusate. E’ tempo di licenziamenti e sussidi sociali, e sul palco si parla libertà, democrazia, generosità, dedizione, solidarietà, lavoro, tolleranza, rispetto per la vita, famiglia, futuro. Che significa tutto questo, se non una continua e forzata illusione inoculata a mestiere? Gli argomenti latitano drammaticamente, ma il ‘popolo delle libertà’ si illude che i loro leader se ne stiano occupando. E con successo. La crisi economica in Italia è stata presentata come un ‘virus che colpisce un corpo sano ‘. Al ‘popolo’ basta sapere questo, più qualche piccola informazione aggiuntiva che il buon Bruno Vespa gli offrirà in tv prima di andare a dormire, per starsene buono. Intanto, nel Belpaese la disoccupazione cresce, il debito pubblico, frutto di un sistema bancario e monetario marcio, quel ‘corpo sano’ di cui parlava il premier, è ormai incurabilmente inesigibile e le previsioni sono tutt’altro che rosee. Ma al congresso si sorride, si applaude, si indossa il tailleur e la cravatta nuova, si auspica, ci si stringe la mano, ci si dà coraggio, ci si illude di star facendo politica ignorando il fatto di far parte di un circo che non fa più ridere neanche i bambini. Dopo la farsa dell’elezione del leader del partito, con il discorso conclusivo di Berlusconi si è toccato il fondo. Speravo avesse la decenza di limitarsi ai soliti concetti vaghi di cui sopra, e invece si è allargato ancora, andando ben oltre il seminato. Prescritto per tangenti, corruzione e falso in bilancio, condannato e amnistiato per falsa testimonianza, sotto inchiesta per corruzione ma immune grazie ad una legge approvata dal suo governo, Berlusconi ha avuto l’ardire di parlare di legalità e ‘lotta alla corruzione’. Perchè il suo partito è ricco di ‘valori’, facendo però molta attenzione ad usare questa parola perchè appartiene già ad un nemico. Riprendendo il famoso discorso della ‘discesa in campo’, lasciando in tal modo intendere chiaramente che, nonostante abbia governato per circa la metà del tempo da allora, la situazione è rimasta talmente uguale a quella del 1994 che non è neanche necessario inventarsi nuovi discorsi per accattivarsi quel pubblico ammaestrato, Berlusconi parla di ‘vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell’Europa e del mondo moderno’ e di ‘rispetto per l’ambiente’, solo pochi giorni dopo aver inaugurato un nuovo inceneritore ed aver rilanciato il nucleare con l’accordo italo-francese. Inceneritori e centrali nucleari, tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti e la produzione energetica considerate da altri paesi obsolete e a forte impatto ambientale, ma fiore all’occhiello del ‘mondo moderno’ del miracolo berlusconiano. Non contento di questo, l’invincibile Cavaliere del Lavoro massonico arriva financo a parlare di sovranità popolare: ‘la sovranità appartiene al Popolo, perché dal popolo troviamo legittimazione e per il bene del popolo vogliamo lavorare‘, dice. Il popolo bue delle libertà applaude, mentre i banchieri sghignazzano. Quando ascolto queste castronerie ipocrite il mio pensiero corre sempre a personaggi come Stefano Montanari e Antonio Miclavez. Il primo, esperto di polvere sottili e nanopatologo di livello internazionale. Il secondo, medico odontoiatra ed esperto di economia monetaria. Entrambi sono autori di testi scientifici divulgativi e saggi in materia di medicina ed economia. Non hanno niente in comune con i congressi, i correntoni, i rimpasti di governo. Sono uomini che hanno argomenti seri per spiegare, ad esempio, la nocività e l’inefficienza della pratica di incenerire i rifiuti, o la truffa che si nasconde dietro il sistema monetario e bancario attuale, nonché valide proposte alternative. Uomini poco interessati alle autocelebrazioni dei palazzetti e gli auditorium, che farebbero della politica un servizio, e non un mestiere. Pensate, Montanari e Miclavez erano entrambi candidati alle ultime elezioni politiche, mentre le telecamere erano tutte per la coppia Berlusconi-Veltroni. Potevamo scegliere un nanopatologo autore di testi scientifici o un medico autore di trattati economici, ma siamo stati indotti a scegliere tra un piduista scrittore di canzoni d’amore e un politicante romanziere. La libertà di farci prendere per il culo è dunque l’ultima cosa che ci resta. Meno male che Silvio c’è!
rocco






