Archivio di febbraio 2009
LA COLLINA “SENTITA” E LE FRANE
Di Roberto Simoncini (Borzonasca)
“Sentito” è un termine usato dagli artigiani per indicare un oggetto o un materiale che ha subito una sollecitazione, uno shock. Può essere “sentito” un trave di legno, una pietra, un pezzo di ferro che non si è ancora rotto ma è sul punto di rompersi.
È quello che sta succedendo in molti punti del nostro territorio, lo si capisce vedendo che le frane che stanno martoriando l’entroterra del Tigullio sono spesso in prossimità di sbancamenti ed opere in cemento armato.
Stesso discorso vale per le strade, ogni tanto si stacca qualche pezzo. Forse i limiti al tonnellaggio dei camion andrebbero rivisti, specie nelle vie collinari…
SPEGNERE LA TV
di Lafcadio
Esistono oggi in Italia circa 24 milioni di apparecchi televisivi, e si calcola che ogni italiano guardi in media 4 ore di televisione al giorno, più di tutti gli altri europei. Nonostante ogni statistica abbia solo un valore indicativo che non si adatta a tutti i casi personali, è certo che la televisione è una presenza molto rilevante nella casa degli italiani.
Siamo talmente abituati ad avere questa voce esterna come colonna sonora della nostra vita che il gesto di accendere la TV è diventato quasi totalmente meccanico, separato dall’intenzione effettiva di assistere ad un programma specifico.
Una maggioranza di persone adatta i propri gusti a quello che viene propinato. Gli altri, quelli che si illudono di praticare una propria scelta, per lo più siedono in frustrazione davanti al piccolo (mica più tanto) schermo zapando freneticamente da un canale all’altro, allo scopo di sfuggire alla continua pubblicità o agli sproloqui dei reality shows, o al bonario faccione di Pippo Baudo. Qualche ora dopo, esausti e con il cervello fritto dall’accavallarsi continuo di immagini, spengono l’apparecchio mormorando tra i denti “mai che ci sia qualcosa di interessante”; quando sono fortunati, si consolano sorbendosi per l’ennesima volta un documentario sull’amore tra Adolf Hitler e Eva Braun, o la vita del leone della savana.
Esagero forse, e persino nel mio isolamento mi giungono voci di rari programmi interessanti, per lo più trasmessi di sera molto tardi, che comunque sembrano avere il solo scopo di deprimere quelli che li guardano, facendoli sentire indignati ma completamente impotenti.
Questo articolo propone invece più semplicemente di spegnere la TV, per davvero, ossia di non guardarla proprio più. Infatti, esistono delle ottime ragioni per imboccare questa felice strada, tra le quali menzioneremo le seguenti:
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Innanzi tutto l’apparecchio televisivo consuma elettricità, si usura e deve essere periodicamente cambiato, smaltito come rifiuto ingombrante, ecc. Chiunque abbia a cuore la tutela dell’ambiente dovrebbe in ogni caso limitare le ore di televisione ai programmi effettivamente guardati con attenzione, e non usare la televisione come sfondo sonoro, imparando ad apprezzare anche il silenzio circostante o, in mancanza di meglio, la conversazione del partner.
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Dando quindi per scontato che uno accenda la TV allo scopo preciso di guardarla, perché lo fa? Un tempo si pensava che la televisione dovesse avere almeno tre scopi:
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Quello di istruire
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Quello di informare
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Quello di divertire
La televisione italiana di oggi fa qualcuna di queste tre cose? No, in realtà la TV è usata di proposito dall’elite al potere per perseguire degli scopi diametralmente opposti ai primi due, ossia i programmi televisivi servono esplicitamente a disinformare e rendere più ignoranti gli italiani. In quanto al divertimento,non vorrei sembrare snob proponendo un libro o uno sguardo alla rete, ma anche una briscola in due è più esilarante delle trite sitcoms americane o, che Zeus ci protegga, degli sceneggiati italiani zeppi di preti ammiccanti e carabinieri bonaccioni. La cosa migliore per gli uomini sono ancora i culi e le tette delle ballerine, che però ormai si possono trovare anche sulle scatole di corn flakes, salvo poi interrogarsi sul dilagare degli stupri.
Oltre che disinformare, il principale scopo della TV è quello di vendere, non solo prodotti, ma anche uno stile di vita, un sistema immutabile che è quello del migliore e solo mondo possibile, il capitalismo a consumismo infinito e totalizzante. Non c’è dubbio che la TV sia il primo strumento a disposizione del potere per creare dei desideri che prima non esistevano e che devono essere soddisfatti a forza di shopping nei negozi, centri commerciali, ecc., sperando che i consumatori non si chiedano mai, come il Candide di Voltaire, perché, se questo è il migliore dei mondi possibili, loro la prendano sempre in quel posto.
Il telespettatore istruito e/o politicamente impegnato penserà anche di essere più furbo e di essere in grado di usare il proprio cervello per combattere tutti gli stimoli al consumo e al pensiero unico a cui viene continuamente sottoposto, ma perché subirli in ogni caso? E poi non saranno mica tutti scemi questi produttori di programmi televisivi e i loro psicologi e consulenti pubblicitari?
Non è meglio, meno frustrante, più apportatore di benessere e serenità, spegnere del tutto la scatoletta parlante e riabituarsi a fare dell’altro? Dopo tutto, in generale, la maggior parte di noi non ha molto tempo a disposizione per informarsi, intrattenersi e istruirsi durante la giornata. Perché continuare in un’abitudine che ci porta sempre più lontano da questi obiettivi?
Provare per credere…
TELECAMERE A CONSCENTI?
È giunta voce recentemente che il comune abbia intenzione di installare delle telecamere a Conscenti, per la “sicurezza” dei cittadini. Non sappiamo se questa notizia sia vera, ma ci rendiamo conto solo ora di quanto siamo stati irresponsabili a non essere presi dal terrore più profondo tutte le volte che abbiamo messo piede in paese.
Pensare che fino a oggi siamo passati dal panettiere al bar dell’Acli, dal macellaio all’ufficio postale, senza pensare ai rischi che correva la nostra incolumità e ai pericoli che si annidavano ovunque, per esempio dietro gli innocui cartelli indicatori per andare a Pontori.
Tuttavia Betumea non ama gli spioni per principio, difendendo il diritto di tutti ad aggirarsi con aria sospetta; di questo passo, non si potrà neanche più tradire la moglie o il marito senza essere osservati da qualche funzionario comunale. Parlando con la gente, ci è anche sembrato di capire che in generale la paura dei rapinatori e assassini a Conscenti non sia proprio una priorità.
E allora come mai? Dopo aver indagato invano per qualche tempo, ci è giunta una notizia, purtroppo anonima, per cui non siamo in grado di controllarne la veridicità: il nostro ignoto informatore ci dice che a quanto pare la macchina di un amministratore comunale (di cui non è indicato il nome), avrebbe subito degli scherzi da parte di qualche “ vandalo”, e quindi le telecamere in questione servirebbero a prevenire detti scherzi. Sarà vero?
Se qualche valligiano potesse confermare o smentire la notizia…Gli atti di vandalismo ai danni delle automobili dei politici possono anche essere considerati deplorevoli, ma perché dovremmo tutti finanziare le telecamere? Non sarebbe meglio che mettessero un allarme alle loro automobili (a loro spese), e si guardassero il “Grande Fratello” alla televisione, invece di installarcelo a Conscenti?






